Cronache di un Emigrante

17 marzo 2013 3 commenti

Carissimo elettore,

Caro elettore eccoci qui,
nella fredda Germania (stamattina -8), nei pressi di Francoforte (Darmstadt di preciso. Ospita un prestigioso politecnico e un grandioso laboratorio per la fisica Nucleare) a guardare l’Italia da un’oblò. E dato che fa freddo sarò vitriolico, politicamente scorretto e menifregista, perchè te lo meriti.
Partito con una Fiesta del 1999 subito dopo aver votato, neanche il tempo di disfare le valige e già fioccavano i commenti da parte di tutte le nazioni su come il tuo comportamento, caro elettore, fosse incomprensibile ai più. O meglio: su come fosse possibile che i partiti Italiani fossero guidati, in ordine, da un Comico urlatore che dal cappello non ha mai tirato fuori una singola proposta concreta, un tizio che vincendo le primarie ha quasi affossato il suo partito ed un vecchio Puttaniere pregiudicato (solo in Italia si può trovare gente che difende chi viene assolto perchè “il fatto non è più reato a seguito della modifica della legge da parte dell’imputato”) al suo ventordicesimo mandato, dopo che è stato fondamentalmente commissariato per manifesta incapacità.

Mi dispiace ma è così, dall’oblò si vede meglio ogni tanto… Prosegui la lettura…

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Nel nuovo anno usciremo dal tunnel dei neutrini?

1 gennaio 2013 Nessun commento

Non siamo morti, o almeno non ce ne siamo accorti, per quanto latitanti fondamentalmente siamo vivi, vivissimi. Il 2012 è stato un anno eccitante eppur triste per la scienza. E’ stato l’anno della follia collettiva della fine del calendario Maya, di Giacobbo vicedirettore RAI 2 che scrive di fotoni che popolano l’atmosfera solo a partire dagli anni ’60,  di ulteriori tagli ad università ed istruzione, crisi e depressione, sarà che non siamo ancora usciti dal tunnel dei neutrini… La scienza, razionalità, cultura sempre più bistratte in Italia. Eppure è stato l’anno del bosone di Higgs, con un enorme contributo Italiano, testimoniato da Fabiola Giannotti 5th person of the year secondo la rivista Time. Il paese che non tiene riguardo della scienza, proprio da questa riceve i più grossi riconoscimenti internazionali.

E il 2013 ci accoglie, più difficile che mai, elezioni, crisi, austerity, magnamagna… si parla di tutto e niente. Spending Review, (de)finanziamenti alla ricerca… La gente non ha i soldi, quindi non spende, quindi non vende, quindi non ha soldi. Inflazione, Spread, Debito…

Ma un bel chissenefrega non lo tira mai nessuno?

Quando ci si infila in una situazione che sembra senza via d’uscita nella infinita complicazione delle variabili in gioco, la stessa bistrattata e premiata scienza suggerisce che la soluzione è fare un passo indietro, respirare, e provare a considerare il problema della sua interezza per cercare quei caratteri globali che, a prescindere dai dettagli, stanno mandando in malora tutto.

In linea globale c’è un malessere che serpeggia fra gli Italiani. Quel malessere motivato dal fatto che qualsiasi cosa farai, di grande o piccola, ambiziosa o modesta che sia, non conterà nulla. Il tuo mestiere è solo un numero per le tasse, che non arricchirà niente e nessuno se non i soliti noti dopo complicati giri di denaro. Potresti essere la Persona dell’Anno, dopo tanti anni che nessun tuo compatriota figura sulla prestigiosa rivista, eppure Studio Aperto parlerebbe comunque di tette. Al mattino la sveglia ripete che ovunque si stia andando, come nazione e un po’ come umanità, è un posto che non ci piace per niente, fatto di austerità, grigiore, disoccupazione, sfruttamento, spread, tasse e pessimismo.

In linea globale c’è un malessere che serpeggia fra gli Italiani. Ovvero che il nuovo anno non è un domani, ma è uno ieri, un film già visto, cupo, noioso, scontato, volgare… Come vedere in continuazione Vacanze di Natale, anno, dopo anno, dopo anno… ci credo che uno si stufa!

Il malessere che serpeggia fra gli Italiani (e non solo) è la sensazione che il domani ce l’abbiano rubato. Ci hanno rubato le aspirazioni, i sogni. E non è stata la Ka$ta, no… siamo stati noi… Come nazione, ci siamo sfiduciati di attendere un domani che non arriva mai. Si può dire che il domani ce lo siamo rubato a vicenda, chiedendo più burocrazia, servizi idioti, non domandandoci mai il perché, in ultima analisi, si faceva qualcosa e come. Lo abbiamo perso non esigendo dai leader politici di guidare la nave, ma permettendogli di farsi i fatti propri per lunghissimi anni in cui il domani è sparito a mano mano, ucciso dalla retorica, che noi abbiamo voluto seguire, di campagne politiche fatte di complotti, nemici, meschinità, e non di progetti, di sogni.

Perchè al domani, per non essere uno ieri un po’ diverso, serve un sogno. Un motivo per alzarsi la mattina e la fonte energetica delle persone e delle associazioni non sono i soldi, ma i sogni. E noi Italiani abbiamo perso il Sogno, la tensione, l’anelito. Siamo diventati vecchi. Ed ora che una “giovane” ci offre il nostro Sogno, il nostro Anelito, ora che qualcuno di nostro, di Italiano, che ci mostra che esiste un universo là fuori. Ora che ci ricordano che si può passare la vita a scoprire, a vincere sempre, in continuazione, che esiste un Domani e che esisterà sempre qualcosa a cui dedicare la vita; noi beh… ce ne freghiamo.

Forse meritiamo tutto questo, perché una nazione allo sbando che non coglie un motivo per unirsi a Sognare il Proprio Domani, è destinata ad essere saccheggiata.

Scusaci Fabiola, ma sappi che qualcuno ci prova, a trovare il domani.

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Lettera aperta agli “uomini che fecero l’impresa”: i dottorandi della Statale di Milano (ma non solo)

1 settembre 2012 Nessun commento

Cari tutti,

come ben sapete, il 26-27 giugno scorso si sono tenute le elezioni dei rappresentanti dei dottorandi per il senato accademico, ed inaspettatamente ce l’abbiamo fatta. I dottorandi di Unimi hanno eletto il loro rappresentante, Tommaso Pedrazzini, dopo una rocambolesca rincorsa al quorum, fissato a quello che ritenevamo il difficile traguardo del 20%, e che dopo il primo giorno di elezioni sembrava una meta impossibile. Invece eccoci lì, in senato accademico, per la prima volta godiamo di un privilegio che pochi dottorandi in Italia hanno (e, lasciatemi dire, hanno conquistato).
Per quanto mi riguarda questo è un segno non banale che la comunicazione e l’attenzione, per quanto non sembri, in realtà fra i dottorandi c’è, pur con i particolarismi tipici di un mondo frammentato. Soprattutto significa che ora che tutti i dottorandi dell’unimi hanno un riferimento che non sia solo comunicato tramite passaparola, non può che aumentare e potenziarsi nella speranza di costruire una maggiore consapevolezza dei nostri numeri, qualità e forza.

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Schermi LCD, caratteristiche e consigli.

23 novembre 2011 Nessun commento

Tutti li usano, in questo momento voi stessi li avete con tutta probabilità davanti agli occhi, ma davvero in pochi sanno descriverne il funzionamento e snocciolarne le caratteristiche salienti. Sto parlando degli Schermi a cristalli liquidi (LCD), perno dell’industria dei televisori (dal 2008 le vendite di LCD hanno raggiunto più del 50% del market share globale, un ottimo risultato considerando che ivi sono inclusi pure i paesi del terzo mondo) e degli schermi per computer (anticipo che un televisore può essere utilizzato come schermo per il computer, se arrivate qui per rispondere a questa domanda).

I cristalli liquidi sono uno stato della materia che presenta proprietà caratteristiche sia dei liquidi (viscosità) che dei cristalli (struttura microscopica). La loro struttura cristallina, quando allineata, permette di agire sul campo elettromagnetico della luce (polarizzazione), l’applicazione di un potenziale elettrico permette di cambiare l’allineamento.

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La Terra dei Cachi

5 novembre 2011 Nessun commento

Berlusconi e Tremonti al G20

In questo ultimo periodo tanto si è parlato di speculazioni e speculatori, del fatto che “i ristoranti sono pieni”  e “l’economia Italiana è solidissima e florida” e sono misteriosi e senza scrupoli Gordon Gekko che muovono i fili di Wall Street per affossare il nostro debito pubblico e la nostra macroeconomia alla faccia dei nostri ristoranti e centri estivi.
Credere a questa rappresentazione dell’Italia è francamente abboccare a propaganda, per cui è ideale nascondere i problemi strutturali reali e presenti  dietro a un nemico esterno, pure sconosciuto e senza volto, che trama nell’ombra come nella migliore delle rappresentazioni disneyane.

La realtà è ben diversa, il trend Italiano dipinge chiaramente un paese allo sbando: Prosegui la lettura…

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