Back

AGATA, solo il Top per la Fisica Nucleare in Italia.

Cristallo BaF del rivelatore Helena di raggi Gamma e Neutroni, sarà utilizzato come ancella di Agata a Legnaro

Come spiegato nell’articolo Perchè usiamo gli Acceleratori lo studio delle componenti subatomiche della materia è un’affare complicato e delicato. La Fisica nucleare si occupa di studiare la struttura e le reazioni del nucleo atomico e per fare ciò utilizza diversi metodi che consistono fondamentalmente nel giocarci un po', eccitarlo in gergo, a diversi livelli (dal cambiarlo leggermente fornendogli un solo ulteriore neutroni a letteralmente spaccarlo in mille pezzi) e poi studiare i prodotti che escono.

Uno strumento efficace per vedere cosa succede dentro al nucleo sono i raggi gamma (che, come spiego nel trafiletto di questo articolo non sono altro che fotoni ad altissima energia) poichè filano dritti senza curarsi troppo di quello che succede attorno a loro, così facendo possono far arrivare a noi (ricordate? “fuori dal recinto”) informazione più possibile pura e precisa.

Il grosso problema è che, così come sfuggono riuscendo a mantenere inalterata l’informazione sulla struttura intima del nucleo, sono refrattari ad essere arrestati e rilevati: i raggi gamma trapassano facilmente il materiale più sottile e leggero senza colpo ferire e, se sono particolarmente energetici, rimbalzano più volte e necessitano di numerose interazioni prima di rilasciare tutta la loro energia (ed informazione). Diventa quindi necessario costruire rivelatori più grossi e densi possibile per poter fermare “leggere” questo vettore d’informazione.

Tuttavia anzichè farli grossi, ancora meglio sarebbe riuscire a riunire tanti rivelatori più piccoli e poi, a posteriori, unire i segnali e ricavare l’informazione.  La cosa presenta diversi problemi pratici che non permettevano quest’operazione, almeno fino a pochi anni fa, quando l’unione europea si è imbarcata nell’intento di costruire il più grande e sofisticato rivelatore di raggi Gamma: AGATA.

La peculiarità di Agata (e della sua controparte statunitense Greta) è appunto riuscire a unire i segnali provenienti da tanti “piccoli” rivelatori (a loro volta suddivisi in più piccole sottosezioni) in modo da tracciare il percorso del raggio gamma all’interno dei rivelatori e spremere tutta l’informazione da quasi tutti i raggi gamma, riuscendo a quadruplicare l’efficienza rispetto anche ai più sofisticati sistemi di generazione precedente e migliorare la risoluzione anche di 10 volte!

Nonostante il percorso travagliato della fase di progettazione e costruzione determina che, ad oggi, è presente solo una frazione della sfera finale che comporrà Agata, l’iniziativa procede e l’apparato è pronto per eseguire le prime misure di Fisica, ma non prima di una inaugurazione in pompa magna con tanto di giornalisti (del TG3) avvenuta Venerdì.

Data la grande partecipazione Italiana (e della sezione di Milano e Padova) al progetto, AGATA stazionerà per un primo periodo presso i Laboratori Nazionali di Legnaro, in provincia di Padova, dove eseguirà le prime misure rendendo l’Italia attualmente la nazione col più sofisticato sistema di rivelazione di raggi Gamma per la fisica Nucleare ad oggi esistente. Infine verrà trasferita e completata ai laboratori del GSI di Darmstadt dove è attualmente in costruzione FAIR, un nuovo accelleratore di nuclei pesanti.

Per commenti, scrivimi ad andrea (punto) idini (at) gmail (punto) com. Static web, no cookies collected.