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Epistemologia da Bar: MaterialMente

- Ce l’ho, l’abbiamo visto!

Gridava agitato percorrendo angusti corridori con una euforia incredibile e inusuale, soprattutto per lui, che era un tipo così tranquillo.

  • Ce l’ho! - si rivolgeva, quasi urlando, ad un collega sventolandogli un appunto sotto il naso. L’amico allampanato, assonnato, senza aggiungere una parola prese in mano il foglio e iniziò a leggere. Mano a mano che scorreva le righe la sorpresa si dipingeva sul suo volto e la fatica di una vita veniva ripagata: non c’era alcun dubbio, l’avevano trovato.

Entrambi si abbracciarono emozionati ed insieme si diressero fino al centro di comando. Altre persone indolentemente svolgevano la loro routine davanti a schermi di controllo, neppure fecero caso all’ingresso dei colleghi che andarono al centro della sala e sbatterono rumorosamente il foglio sul tavolo. Tutti si voltarono, il più basso dei due si schiarì la voce:

  • Condizione Uno signori! Abbiamo qui l’evidenza sperimentale, prego confermare rilevamento dalle vostre postazioni e diramare la notizia, resto in attesa di aggiornamenti.

Il lavoro si fece d’improvviso frenetico, le informazioni sfrecciarono alla velocità della luce diretti a tutti gli scienziati della collaborazione.

Qualche anno dopo, quando le informazioni si furono sedimentate e il consenso scientifico era cresciuto e si era ritrovato in quella strabiliante scoperta, un noto divulgatore (nonchè eminente scienziato) esponeva la portata della conquista:

  • Tutto iniziò con la grande esplosione che diede vita all’universo. Tutta l’energia si liberò in un’istante in una travolgente espansione che determinò l’origine dello spazio e del tempo come siamo abituati a riferirvici. Questa era l’epoca della grande unificazione: la temperatura e la pressione erano talmente elevate che tutte le interazioni (forte, debole, elettromagnetica e gravitazionale) erano unificate in una unica grande interazione. Questo universo era piuttosto noioso: se ogni interazione è uguale, significa che ogni cosa è uguale, non esistono fotoni, e neppure altri campi, ma solo una omogenea incommensurabile energia. Per fortuna che è durato poco: 10^-37 secondi per essere precisi, ovvero un tempo così piccolo che… lasciamo perdere, niente rende immaginabile questa misura.

Dopo questo tempo, lo spazio si è espanso a sufficienza da raffreddare l’universo al punto da rendere distinguibili fra di loro le diverse forze. E quindi la grande energia unificata condensò, come le goccioline di vapore sul coperchio, nelle diverse interazioni fondamentali, e da cui si generò la varietà di campi esistente oggi. Dopo che l’universo si è espanso e raffreddato a sufficienza, cioè dopo 380 mila anni, tutte le interazioni si sono condensate e l’energia venne liberata nell’Universo, sotto forma di campo elettromagnetico, come radiazione di fondo cosmico nei fotoni che ritraggono la foto di quel big bang, assieme ad un piccolo numero di campi deboli ad elevata energia, i neutrini e ancor meno campi elettromagnetici e forti alla deriva nello spazio vuoto e a loro inerte protoni ed elettroni e altri prodotti come deuterio ed elio.

Poi il tutto proseguì in uno stato di stasi per quasi 100 milioni di anni, sempre espandendosi e raffreddandosi. Finchè un giorno, questi protoni, questa infinitesima frazione dell’universo (circa una parte ogni 10 miliardi), condensarono fra di loro al punto da venire a stretto contatto e generare tramite l’interazione debole e quella forte quantità di energia elettromagnetica di ogni energia e tipologia dando vita a noi.

Capire quella frazione minuscola dell’energia dell’universo, che scompare nei confronti dell’enormità di energia generata dal Big Bang, è tuttavia indispensabile per capire noi stessi, perchè è grazie a quella minuscola frazione che abbiamo avuto la generazione di varietà di energia necessarie per le forme di vita.

Oggi, dopo 10 anni da quel risultato fondamentale, e immani sforzi da parte degli scienziati di tutto il mondo, possiamo dire di esserci più vicini, possiamo dire di aver compreso meglio quella piccola ma indispensabile perturbazione dell’universo che oggi chiamiamo Materia, la cui densità ha impedito il rilascio della radiazione di fondo cosmico prima dei 380 mila anni, e la cui interazione, che chiamiamo Gravitazionale, ne ha permesso l’accumulazione e dato vita alle Stelle che hanno formato l’Energia di cui siamo composti.

E' un nuovo universo, fatto di una nuova forma di Energia chiamata Materia, e abbiamo appena iniziato a conoscerlo.

Noi non siamo che una perturbazione in un mare ignoto. Un contributo infinitesimale. Sicuro di sapere dove ti trovi?

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