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Compatte vs Reflex: confronto di caratteristiche.

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Gnam!

…Questo articolo è la continuazione di quest’altro

Caratteristiche Generali

Allora innanzitutto bisogna focalizzare ****cosa è possibile acquistare una volta definito un certo budget. A parità di costo è (approssimativamente) possibile acquistare una compatta molto buona, oppure una reflex entry level corredata di ottica standard, solitamente un 18-55 F/3.5-5.6. Sebbene sia possibile completare il corredo con una spesa relativamente contenuta, specialmente sfruttando il mercato dell’usato e del Vintage (come consigliato in questo articolo e in questo post su Ph.Forum) non sempre (anzi, decisamente nettamente la minoranza delle volte) è la strada seguita, quindi considererò (con qualche divagazione) questo caso.

Vi sono ovvie differenze di dimensioni, peso e versatilità che comportano sostanziose differenze di portabilità che dovrebbero essere uno dei primari parametri di scelta di un sistema contro una compatta.

Confrontando fianco a fianco una buona compatta con una reflex entry level non sempre le caratteristiche ergonomiche pendono a favore della seconda: a parità di prezzo il segmento delle compatte investe ciò che ha risparmiato con un sensore più minuto in materiali di costruzione più pregiati (Ad esempio la serie Canon G ha chassis in lega di magnesio, come le reflex di fascia più alta) e assemblamento più curato, risultando quindi un prodotto più robusto e piacevole al tatto. Tuttavia l’impugnatura delle reflex moderne e delle bridge permette per sua stessa natura una presa più salda (che la dimensione delle prime migliora ulteriormente nei confronti delle seconde) rispetto a una compatta dalla forma essenzialmente squadrata, rovinata spesso però dal piccolo, leggero e plasticosissimo obiettivo in kit alle Reflex. In questo frangente l’unico verdetto lo può dare la vostra mano che vi dirà dove trova sistemazione migliore.

Anche la lista degli “optional” è più fornita per le compatte rispetto alle reflex entry level, che sono spesso addobbate di funzioni dalle più essenziali alle più stravaganti. I Video nelle compatte sono utilizzabili come tali e non come filmati, come nel caso delle reflex (scopri la differenza qui), e molte compatte di media categoria sono attrezzate con microfoni stereo e riescono ad essere decisamente performanti nella ripresa ad alta definizione (grazie all’elevata qualità dell’ottica). Mentre nelle reflex i filmati rappresentano invece un’opportunità creativa non comune, nelle compatte invece i video sono utilizzabili in quanto tali e registrare in modo immediato. La stabilizzazione è un altro gradito vantaggio di cui non tutte le reflex sono accessoriate, e persino il display, importantissimo per una compatta da utilizzare spesso in live-view mode, supera in risoluzione e qualità (e a volte dimensioni) quello delle sorellone reflex permettendo una preview delle foto più fedele e immediata.

Il sistema di messa a fuoco è radicalmente diverso fra compatte (e altri tipi di macchine a lenti intercambiabili non reflex) e reflex: le prime si appoggiano al sensore d’immagine stesso per cambiare la messa a fuoco regolandola direttamente sull’immagine, con un sistema detto “a contrasto”, le seconde invece sfruttano lo specchio reflex sdoppiando la luce, oltre che nel pentaprisma, verso un sensore dedicato alla messa a fuoco che confronta due immagini sdoppiate telemetricamente. Sebbene il secondo raramente soffra di problemi di calibrazioni, è decisamente più veloce di un sistema che sfrutta l’acquisizione dell’intera immagine. Anche se esistono eccezioni e casi particolari le compatte (e le EVIL) sono generalmente più lente nello scattare la foto principalmente a causa del tempo necessario alla messa a fuoco. Nelle reflex però la messa a fuoco in condizioni di scarsa illuminazione diventa critica, specialmente con obiettivi poco luminosi e/o non nuovissimi che non sono dotati di motori ultrasonici. Il 18-55 solitamente incluso ha performance decorose ma non sbalorditive per quanto riguarda quest’aspetto.

Alcune compatte infine possono essere molto specialistiche, garantendo in quel campo prestazioni elevatissime. Ad esempio la serie Casio High Speed riesce a riprendere immagini fino a 1200 fotogrammi al secondo!

Caratteristiche del Sensore

Il sensore è generalmente il punto debole delle compatte rispetto alle reflex. Se non si cercano soluzioni particolari (come le già citate Sigma DP, Leica X, Sony R) il sensore più piccolo (l’area può essere anche 14 volte inferiore) associato alle compatte determina innanzitutto una profondità di campo più estesa che influenza senza possibilità di modifica l’aspetto della foto (il che avrà conseguenze negative e positive, come esplicherò in seguito). In secondo luogo a causa dell’elevata densità di megapixel che determina molta vicinanza fra i fotositi che catturano la luce, è più probabile l’insorgenza di rumore e rende più difficile il controllo dell’immagine. Generalmente l’immagine di una macchina con sensore piccolo presenterà molto più rumore e grana rispetto ad una con sensore decisamente più grande, brucerà più facilmente le ombre e le luci trasmettendo meno gamma cromatica e dinamica con conseguente degrado della qualità specialmente ad ISO elevati. Infine data la precisione micrometrica con cui un sensore da svariati megapixel scandisce il piccolo quadrato di piano focale che copre vi è una maggiore difficoltà nel controllo delle aberrazione e nell’ottimizzare la resa della lente.

Chi invece vuole rivolgersi al mercato minoritario delle macchine digitali a lente non intercambiabile ma sensore di grandi dimensioni godrà di caratteristiche in tutto e per tutto simili all reflex in questo frangente (i sensori sono spesso gli stessi: le Sigma DP odierne utilizzano lo stesso ottimo sensore Foveon della SD14) ma pagherà lo scotto con ottiche, sebbene di elevata qualità, poco versatili e spesso a focale fissa.

Caratteristiche dell’Obiettivo

Ovviamente le possibilità dell’utilizzo di lenti intercambiabili permettono infinita versatilità. Esistono obiettivi per tutte le esigenze, dagli ultragrand’angoli ai supertele, dai compatti ai superluminosi, dalla qualità eccezionale degli obiettivi a focali fissa alla versatilità degli zoom ed infine obiettivi specializzati ed esotici come i decentrabili, macro (e supermacro), obiettivi per l’ultravioletto oppure autocostruiti e modificati come soffietti o fori stenopeici. Insomma un mondo di opportunità fotografiche e creative. Tuttavia per l’acquisto di obiettivi è necessario investire ulteriore denaro (andando spesso ben oltre il budget discusso in queste pagine) e per avventurarsi nel mondo vintage e modifiche è necessaria una buona dose di intraprendenza e di spirito creativo, che comunque non tutti cercano in una fotocamera.

Anche utilizzare un unico obiettivo inamovibile corpo macchina ha tuttavia notevoli vantaggi. Innanzitutto così facendo la lente viene progettata, calibrata e regolata alla perfezione, senza lasciare giochi e imprecisioni inevitabili in un sistema a lente intercabiabile e che influiscono sulla qualità (specialmente in piccoli sensori). In fase di progetto è possibile in questo modo stabilire la distanza dal sensore in funzione delle caratteristiche di quello specifico schema ottico senza sottostare a tiraggi imposti dal sistema, in fase di realizzazione questo permette di garantire robustezza e intaccabilità del sensore/lente interna nell’uso quotidiano.

A causa della superficie ristretta del sensore delle compatte è più difficile contenere aberrazioni e la diffrazione, e sono rari obiettivi che risolvano l’intero sensore e che abbiano una buona gestione delle aberrazioni (anche se nel segmento di fascia molto alta, economicamente confrontabile con le reflex, solitamente fan le cose per bene). Tuttavia, per lo stesso motivo, è molto più facile allungare il rapporto di zoom senza compromettere la qualità generale e la luminosità, mantenendo contenute le dimensioni (costruire un 5-50mm è più facile di un 28-300mm). Ad esempio lo zoom della LX3 (Leica D-Lux 4) e della LX5 al grand’angolo (di 24mm equivalenti) ha apertura F/2 stabilizzati recuperando quasi due stop (di più, considerando la stabilizzazione) sui 18-55 di serie che partono da F/3.5 vanificando quindi i vantaggi alle basse luci dei sensori meno densi delle reflex.

Grazie a una progettazione di lenti più adeguata al budget prefissato, è possibile compensare i difetti del sensore piccolo con un obiettivo eccellente o molto versatile unita a una costruzione impeccabile garantendo una macchina più completa a tutto tondo anzichè puntare su un grande sensore su cui focalizza l’immagine un obiettivo molto economico in un corpo macchina costruito al risparmio.

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