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[Minimo Pratico] Teorie fondamentali e teorie efficaci

Rappresentazione delle particelle fondamentali, Da wikipedia
Rappresentazione delle particelle fondamentali (?), [Da wikipedia][1]

Negli ultimi anni la pluridisciplinarietà in scienza è di crescente importanza. In particolar modo l’interfaccia fra la fisica e gli altri domini, innanzitutto  chimica e biologia ma non solo, si dimostra prolifera di scoperte e risvolti inaspettati. Applicando i rigorosi metodi della fisica allo studio di sistemi complessi in altri campi, grazie anche alle nuove possibilità offerte dalle crescenti strutture di calcolo, si sono fatti passi da gigante nella comprensione dei più svariati sistemi: dalla dinamica del ripiegamento delle proteine al pogo ai concerti heavy metal.

Questo genera tuttavia molta confusione a proposito della complicata interfaccia fra teorie scientifiche. Uno dei grandi meriti della Fisica Nucleare è aiutare a chiarire questa dialettica, muovendosi da sempre in un campo molto complicato in tale rispetto e avendo da poco vissuto il passaggio storico da scienza di frontiera a scienza ponte.

I due massimi sistemi del mondo antico

Iniziamo, come ogni buono scienzato, dall’osservazione.

  • Prendete un oggetto semplice qualsiasi che avete a portata: il vostro cellulare, un libro, le chiavi, il portafoglio, ad esempio. Evitate oggetti che rotolano o hanno moti composti, volete avere un sistema più semplice possibile.
  • Lanciatelo delicatamente sulla scrivania/tavolo davanti a voi, magari minimizzarlo i punti di contatto.

Noterete che nel lanciarlo avete impresso con la vostra mano una forza sull’oggetto, e l’oggetto si è subito mosso solidalmente con la forza che voi stavate imprimendo. Appena abbandonata la presa e lanciato l’oggetto, esso ha proseguito sul tavolo autonomamente per uno spazio x, decelerando rapidamente fino a fermarsi dopo essere stato privato della forza che voi imprimevate.

A quel punto è naturale definire una Forza direttamente proporzionale alla velocità in quanto generatrice del moto. D’altronde, definendo come forza quella della mano, la velocità dell’oggetto quando subisce la spinta della mano è esattamente uguale alla velocità della mano. Sia resistenza del mezzo che la massa dell’oggetto saranno il coefficiente di proporzionalita', in quanto si oppongono al cambiamento moto.

Questa è la concezione alla base della dinamica aristotelica, o sarebbe meglio dire pre-newtoniana: Forza = Resistenza * velocità. Considerando il residuo moto inerziale come forza impressa dal mezzo, è possibile iniziare a fare un po' di considerazioni e previsioni a partire da questa semplice definizione e a fare scienza producendo dati ed esperimenti.

Niccola Tartaglia, Nova Scientia (1606)

Niccola Tartaglia, Nova Scientia (1606)

Aristotele stesso era forse poco interessato agli aspetti quantitativi della materia, ma scienziati classici e medioevali hanno raffinato la fisica cosiddetta aristotelica. Archimede di Siracusa, Giovanni Filopono, Ibn Sinā (Avicenna), Jean Buridan e Niccolò Tartaglia, per concludere con Galileo Galilei stesso, hanno tracciato nel corso dei secoli l’evoluzione della teoria basilare sopra espressa in una quantitativa, predittiva e matematicamente robusta scienza. Ad esempio tabulando, con buona precisione nel caso di Tartaglia nella Nova Scientia, la gittata massima di un moto balistico per diversi angoli facendo uso di una trattazione matematica.

Un altro notevole esempio è la soluzione dell’esperimento tunnel di Buridan, uno dei primi e più notevoli casi di esperimento concettuale riproposto varie volte nel corso della storia e che ha ispirato trattazioni dinamiche compreso il pendolo Newtoniano fino alla relatività di Einstein. Si immagini di poter scavare un tunnel attraverso la Terra e di gettarvici una palla di cannone. Buridan, utilizzando la sua teoria dell’impeto e quindi la rappresentazione quantitativa della fisica aristotelica, predisse correttamente un moto oscillatorio attorno al centro di massa della Terra e che, in assenza di resistenza dell’aria, la palla di cannone deve emergere alla stessa altezza da cui è stata lanciata (non così banale da definire).

Mplwp_ballistic_trajectories_velocities

Calcolo balistico newtoniano includendo ed escludendo la resistenza dell’aria e portanza, per due traiettorie dallo stesso angolo e gittata

La dinamica Aristotelica, e le relative estensioni medioevali, è un chiaro esempio di teoria efficace quindi.** **Una fisica che funziona, è molto intuitiva incorporando automaticamente gli attriti, che dipendono dalla densità dell’oggetto, permette di eseguire previsioni e calcoli per la cinematica necessaria sulla Terra (che è in presenza di attriti) senza utilizzare derivate, integrali e altre matematiche sofisticate. Comparando una complessa descrizione Newtoniana con attrito e portanza, che richiede una buona dimestichezza con le equazioni differenziali (secondo semestre di fisica e matematica) nel calcolo a sinistra, con la rappresentazione di Tartaglia che richiede un polinomio di terzo grado (terzo anno scuole medie) nella scansione della _Nova Scientia_ in alto, e' evidente quanto Tartaglia fosse stato meravigliosamente efficace nel descrivere il moto utilizzando concetti semplici (fra i link forniti c’e' un articolo che studia la teoria dell’impeto trecentesca eseguendo calcoli per diversi proiettili e paragonando i risultati).

Quindi non è stato così semplice e immediato passare alla descrizione Newtoniana che è di pasta completamente diversa. Definendo la forza come F=ma, e considerando la relatività galileiana della velocità e il moto inerziale, come da assunti della dinamica Newtoniana, si parte da presupposti del tutto non banali per le esperienze sensibili. L’accelerazione non è facilmente percepibile, e neppure così facilmente misurabile e formalizzabile. Il collegamento con qualcosa di naturale come la forza non è immediato e a tratti perfino controintuitivo. Provate a descrivere il semplice esperimento di sopra partendo da F=ma e senza un’adeguata preparazione vi ritroverete immediatamente in difficoltà: come stabilisco l’accelerazione e la forza che imprime la mia mano, se quando lancio un oggetto bado solo alla sua velocità al lancio? Come descrivo l’attrito che ferma l’oggetto?

Costruire un sistema fisico e matematico sufficientemente sofisticato da supportare tale visione, arrivando alla stessa potenza predittiva della tradizionale fisica efficace aristotelica con più di un millennio di storia e sofisticazioni alle spalle, è stata un’impresa titanica svolta principalmente da Cartesio, Galileo e soprattutto Newton (1687, la pubblicazione dei Principia).

Quindi non è stato affatto, come pensano alcuni fan del tomismo poco accorti, un problema di falsificazione sperimentale o di incredibile sormontazione tecnologica che ha messo alla frusta la fisica Aristotelica. Sebbene la fisica newtoniana descriva in modo elegante i moti celesti, assenti di attrito, già Buridan con la teoria dell’impeto aveva comunque descritto per la fisica aristotelica i moti nel vuoto (con la sua soluzione del problema del tunnel, ivi compresi i celesti) e considerando anche approsimativamente accelerazione e l’inerzia. Per i moti terrestri la fisica Newtoniana non era altrettanto elegante e semplice e predittiva. Solo coi lavori di Robins e Magnus (ca. 1740), a cui si deve il noto “effetto Magnus” (responsabile delle punizioni “ad effetto” nel calcio), si ebbe un vero salto in avanti nelle potenzialità pratiche (e belliche) della teoria fisica newtoniana rispetto a quella aristotelica (e di Tartaglia). Ad esempio con la progettazione quantitativa della rigatura dell’anima delle canne da fuoco.

Ma, a differenza della teoria efficace Aristotelica, la teoria Newtoniana è un chiaro esempio di teoria fondamentale: non necessita di _sostanze _e di altre introduzioni ad hoc per spiegare fenomeni come la caduta dei gravi e la fluttuazione delle sostanze eteree. Dopo aver portato a casa un onorevole pareggio in trasferta Aristotele subisce una goleada in casa propria, insomma.

Galileo prima, e Newton poi, hanno cercato di eliminare ogni ipotesi superflua e hanno quindi basato l’intera dinamica su pochissime leggi fondamentali, razionalmente e matematicamente fondate cercando di descrivere le conseguenze per quanto possibile (e in questo Newton si spinse molto più in là di Galileo). Per quanto fosse predittivamente meno promettente, e basata su premesse apparentemente controintuitive, era ontologicamente migliore di Aristotele, facendo a meno di tutti gli enti superflui, la teoria Galileo-Newtoniana si è dimostrata la teoria fondamentale della dinamica.

Gli infiniti massimi sistemi del mondo moderno

Oggigiorno, come ho scritto nell’introduzione, esistono tante discipline e tante applicazioni quantitative della Fisica a diverse _scale, _dalla fisica delle particelle ai sistemi economico-sociali. A quelle stesse scale altre scienze utilizzano proficuamente metodi diversi ed efficaci scopi oramai consolidati. Non solo: all’interno della fisica stessa esistono scale differenti, entro cui vengono applicati metodi diversi.

Alla base concettuale della fisica moderna c’è la meccanica quantistica, che è, come la meccanica Newtoniana, un sistema ontologico (logico-matematico-fenomenologico) minimo su cui è basata una fisica predittiva. Per questo motivo la meccanica quantistica, nella sua descrizione degli stati, è una teoria fondamentale.

Ma se si vuole descrivere qualcosa di più complicato, e concreto, di casi astratti ed esperimenti ideali bisogna applicare la meccanica quantistica** **a diversi casi specifici.

La teoria del modello standard descrive, partendo da tre delle quattro interazioni fondamentali e facendo uso della meccanica quantistica, la natura delle particelle fondamentali (quark, bosoni, leptoni). Potrebbe sembrare, da tutto questo fiorire dell’uso della parola chiave, che anche il modello standard sia senza dubbio una teoria “fondamentale”.  In realtà diversi metodi tipici di teorie “efficaci” sono utilizzate: il gran numero di particelle introdotte a partire da rinormalizzazioni di divergenze di campo in primis. Quindi già il livello più microscopico della nostra investigazione sulla materia non è così immediato stabilire quanto fondamentale sia.

Mano a mano che si incrementa di scala, e si descrivono sistemi più complessi, è necessario fare ricorso a proprietà emergenti e a strutture nuove. Non è pensabile, partendo dalla QCD, di calcolare in modo diretto le proprietà dei nuclei e ancor meno pensabile sarebbe investigare proprietà macroscopiche chimiche e biologiche utilizzando “a forza bruta” le teorie di campo fondamentali, operazione che viene filosoficamente denominata “riduzionismo ingenuo”.

Tuttavia è pensabile, anzi è dovuto data la struttura delle teorie scientifiche, costruire in modo consistente una serie di teorie efficaci, a scale diverse, che si congiungano e dialoghino fra loro e che quindi abbiano ognuna una rigorosa fondazione pur senza essere fondamentali (che filosoficamente viene denominato riduzionismo forte, o in alcuni casi debole). Ognuna di queste teorie efficaci, ha la stessa dignità ontologica in quanto tale: in ogni caso è un tentativo di descrivere la realtà a una certa scala, utilizzando in modo strumentale una serie di ingredienti, alcuni fondamentali ed elementari, altri già efficaci.

Ad esempio si possono utilizzare diversi metodi e teorie per descrivere il nucleo atomico,la maggior parte di questi metodi presuppone l’esistenza di protoni e neutroni all’interno del nucleo (adronizzazione è il termine tecnico) e, per ottenere risultati stabili e coerenti con gli esperimenti, utilizza interazioni fra di essi calibrate opportunamente _a posteriori. _Queste interazioni, definite per l’appunto efficaci, non sono necessariamente collegate con l’interazione fra i protoni e neutroni nel vuoto. Questo determina anche che la fisica nucleare non è una banale applicazione del Modello Standard, ma ha le sue peculiarità e insegnamenti specifici derivanti dal dover selezionare opportunit gradi di libertà a questa specifica scala, nonostante coinvolga le stesse tre interazioni fondamentali del Modello standard.

Similmente è possibile calcolare lo spettro rotazionale delle molecole o caratteristiche termodinamiche di liquidi o solidi, fatte le opportune approssimazioni e utilizzando i dovuti metodi (spesso molto simili a quelli utilizzati in fisica nucleare) e interazioni efficaci. E similmente sarebbe impossibile e inutile calcolare caratteristiche chimiche complesse espandendo unicamente l’Elettrodinamica Quantistica.

Ma questo determina che l’utilizzo di metodologie più tradizionali di chimica, in quanto comunque teoria efficace, è perfettamente rigoroso a patto di mantenere buona capacità esplicativa e predittiva e di avere punti di congiunzione con la più radicalmente fondata (ma non fondamentale) metodologia fisica.

Comments

Comment by E.K.Hornbeck on 2015-03-26 18:14:48 +0000

Avevo gia' letto il post ma non avevo lasciato un commento perche', sull’argomento, ho solo da imparare.
Ma visto che un certo chimico fondamentalista ha paura di essere il primo e il solo a commentare, e bramando di leggere le sue perle di saggezza sull’argomento, intervengo per togliere dall’imbarazzo lui e approfitto dall’occasione per salutare te (mi sembra di capire che preferisci l’uso del “tu”).
Quindi complimenti per il sito (mi sto ancora sganasciando riguardo ai (non) campanelli finlandesi) e per questo post in particolare.

Comment by mW on 2015-03-26 19:31:04 +0000

Ciao Andrea, anche io sono qui per curiosità, avendo appreso del tuo blog su fusionefredda.
Anche io ho solo da imparare, e reputo il tuo articolo molto interessante e divulgativo.
Credo che tornerò a leggere i tuoi posts.
mW

Comment by Andrea on 2015-03-26 19:40:24 +0000

Ciao Hornbeck benvenuto e grazie mille.
Spero che ci delizierai con altri ottimi commenti! 🙂

PS: Meno male che i (non) campanelli finlandesi fanno ridere qualcuno, a me fan quasi disperare =_='

Comment by Andrea on 2015-03-26 19:43:15 +0000

Ciao mW e benvenuto.
Spero che leggerai altri post e fammi sapere cosa ne pensi!

Magari non tutto il Franchini vien per nuocere 😉

Comment by CimPy on 2015-03-26 19:46:03 +0000

Certo
😉
Aspe'…com’era la storia della palla di cannone…?
😀

Comment by ocasapiens on 2015-03-26 20:51:03 +0000

Andrea,
bel post, e grazie per il riassunto delle puntate precedenti. Ho pensato a te, parlando con un altro fisico (lui in fuga in Norvegia, adesso gli chiedo se hanno tolto i campanelli anche lì) di probabilità bayesiana e di gente che fatica ad aggiornare i suoi priors

Comment by Marco DL on 2015-03-26 22:18:40 +0000

Ciao Andrea,
Complimenti per il sito.
Sai dirmi se esistono casi in cui si riesce ad accelerare un decadimento nucleare?
E' un tormentone dei FUF e sarebbe bello avere la tua opinione.
In questo sito viene riportata qualche informazione:
http://22passi.blogspot.it/2015/03/lenr-at-tohoku-university.html
Sembra che nella comunità dei fisici si preferisca (di norma) lasciare pascolare tranquillamente queste illusioni.
Grazie
Marco

Comment by Andrea on 2015-03-26 22:41:20 +0000

Eh?! :O

Se scavi un tunnel lungo la Terra, magari attraverso il centro, e lasci cadere una palla di cannone, questa cadrà verso il centro, per poi riemergere dal lato opposto della Terra alla stessa altezza e così via di moto oscillatorio. Smorzato, se in presenza di attriti, altrimenti ideale in assenza di attriti.

Il fatto che riemerga alla stessa altezza è stato calcolato per primo da Buridan, è ovvio considerando la conservazione dell’energia e la definizione di energia potenziale, ma credo sia un concetto perfino posteriore a Newton.
In dinamica Newtoniana non è così semplice calcolare l’equazione del moto oscillatorio (per farlo per bene bisogna risolvere l’equazione differenziale di secondo grado, niente di trascendentale ma il corso di Analisi I fatto e finito è necessario, e il corso di Analisi I l’ha inventato Newton quindi difficile che Buridan lo usasse più di 300 anni prima!) in dinamica Aristotelica è pure più complicato (infatti non viene fuori l’equazione del pendolo, ma una soluzione approssimata) ma Buridan ha trovato una buona soluzione per il calcolo del limite dell’altezza di riemersone.

Il tunnel è stato utilizzato poi concettualmente diverse volte, oltre che da Newton per il pendolo. Per Einstein per la relatività generale era un ascensore (un passeggero di un ascensore che passa attraverso la Terra in caduta libera, o accelerato, o decelerato come fa il passeggero dell’ascensore a stabilire se l’ascensore è fermo in un certo punto della Terra o si sta muovendo con una certa accelerazione? c’era un bel podcast di Giorello a proposito.)

In teoria ci puoi pure fare un treno: se scavi abbastanza a fondo il treno non avrà bisogno di carburante alcuno e andrà da A a B rapidissimamente (remake del film Total Recall, e progetto Hyperloop).

Mitico tunnel!

Comment by E.K.Hornbeck on 2015-03-26 22:42:33 +0000

E' un piacere.
E poi… dal momento che Franchini mi censura sul suo blog… dovro' pur tormentare qualcun’altro.
Per i campanelli… sara' che sono alquanto misantropo, ma quello che descrivi della Finlandia mi sembra quasi la terra promessa.
Perche' se apro la porta e mi trovo davanti un orso, non mi preoccupo troppo; se mi trovo davanti dei Testimoni di Geova sono un po' infastidito ma so come cavarmela. Ma se mi trovo davanti un politico in campagna elettorale, rischio una crisi di panico.

Comment by Andrea on 2015-03-26 22:43:36 +0000

Grazie 1000 oca,
spero che non sia io che fatichi ad aggiornare i priors! Buona fortuna al fisico in partenza per la Norvegia! Chissà se hanno i campanelli…

Comment by Neutrino on 2015-03-26 22:44:46 +0000

@Andrea

Bel post.

E per rimanere in tema evengelico:

E' più' facile che qualcuno investa per la ricerca pura in Italia (ed eviti l’emorragia di cervelli) che Camillo intenda qualcosa sul metodo scientifico.

In bocca al lupo per la tua carriera !

Comment by Andrea on 2015-03-26 22:51:33 +0000

Ciao MarcoDL,
rispondo molto rapidamente data l’ora, magari elaboriamo domani.

Certamente esistono casi in cui il decadimento nucleare è più probabile rispetto al decadimento nucleare nel vuoto. In condizioni di temperatura e densità estreme è noto che questo avvenga, ed è per questo motivo che avvengono cicli di fusione spontanea all’interno delle Stelle e non qui sulla Terra, e cattura elettronica nelle supernove e non all’interno delle Stelle…etc…

Per questo motivo i claim eccezionali di eventuali processi accelerati in condizioni ambiente con processi non meglio chiariti vanno sempre presi con più di una punta di scetticismo e soprattutto imho rispondere innanzitutto alla domanda “perchè in natura non lo osservo?”

D’altro canto però esiste la sacrosanta libertà di ricerca e sebbene sia corretto investire i fondi dove si ritiene abbiano il maggiore impatto, è anche vero che un accademico ha il diritto di perseguire il percorso di ricerca che gli sembra più appropriato e su questa libertà si basa la possibilità di compiere rivoluzioni scientifiche e vere scoperte.
Motivo per cui non si può crocifiggere in sala mensa neppure chi dice palesi vaccate, figurarsi chi ci prova con tutto il cuore.

Certo che poi l’atteggiamento deve essere adeguato a tale privilegio…

Comment by Andrea on 2015-03-26 22:54:06 +0000

Eh vedremo… fosse Camillo il problema… il problema è farlo intendere al(la) signor(a) ministro in carica, che spesso ne sa meno delle nostre conoscenze! 🙁

Crepi il lupo, e altrettanto! 🙂

Comment by Marco DL on 2015-03-27 21:39:37 +0000

Anche io concordo con la libertà di ricerca.
Quello che mi stupisce è il modo in cui le vaccate vengano ignorate sistematicamente dai colleghi.
Carpinteri ha dovuto tentare lo stupro dell’INRIM per essere degnato di un minimo di attenzione rispetto alle cose che pretendeva di aver scoperto (piezonucleare, sindone e dintorni).
Probabilmente smascherare i falsi risultati, in questo e altri campi, non rende in termini di citazioni e successo accademico.

Camillo invece, pur essendo tetragono, ha catalizzato questa esigenza collettiva, raccogliendo intorno al blog competenze di ogni tipo.
In questo momento ci si trastulla sulla termodinamica perchè non ci sono ossi che meritano di essere addentati.

Comment by E.K.Hornbeck on 2015-03-28 00:28:15 +0000

@ Marco DL

Butto li' i miei due cent: forse e' giusto cosi'.
Provo a spiegarmi meglio.
Forse e' giusto che la comunita' scientifica reagisca – in maniera anche brutale, se necessario – quando il Carpinteri di turno cerca di stuprare il proprio ente di ricerca per trasformarlo in un ente devoto alla ricerca in un particolare pseudoscienza.
E forse e' giusto che non reagisca, al contrario, quando singoli ricercatori impegnano solamente il proprio tempo e la propria reputazione nell’approfondire certe vaccate.
In fin dei conti, a noi sembrano vaccate e lo saranno, per davvero, nel 999 per 1000 dei casi (e forse anche di piu').
Ma noi non siamo perfetti (almeno: io sicuramente non lo sono).
Possiamo sbagliare nel valutare cosa e' una vaccata e cosa non lo e'.
Se togliessimo la liberta' a ricercatori che a noi appaiono sciroccati, potremmo impedire uno sviluppo – nell'1 per 1000 dei casi – di una ricerca fondamentale.
Per fare un esempio concreto: se Levi (senza finanziamenti) dedica il proprio tempo e le proprie energie mentali alla ricerca sulla fusione fredda, a me non da nessun fastidio. Se, come credo, la fusione fredda e' una solenne vaccata, allora Levi – perdendo tempo in un ramo di ricerca privo di significato e non pubblicando nulla di utile – si rovina la carriera con le proprie mani. Se invece sbaglio – e se Levi e' abbastanza bravo – potrebbe saltare fuori qualcosa di estremamente importante.
Il fastidio invece lo provo se Levi – sulla scorta di ricerche basate su un evidente wishful thinking, sbandierando pubblicazioni scadenti e in assenza di risultati scientificamente rilevanti – ottiene significativi finanziamenti per approfondire quelle ricerche.

Nonostante l’ostilita' che provo nei suoi confronti, devo riconoscere che Franchini ha raccolto (o meglio: aveva raccolto) nel suo blog un insieme di competenze notevoli.
E sono perfettamente d’accordo con lui sull’utilita' di combattere i finanziamenti pubblici (ma io combatterei anche quelli privati) alle ricerche sulla fusione fredda e al piezonucleare (per limitarci alle pseudoscienze trattate dal blog).
Queste competenze combinate (e, in particolare, ho una profonda nostalgia per gli interventi di Gentzen) sono state efficacissime a evidenziare la scarsa qualita' (a voler essere generosi) delle pubblicazioni relative a queste pseudoscienze.
Il problema e' che Franchini ha gradualmente trasformato il suo blog in un randello contro la liberta' di ricerca, in quanto tale e in tutte le sue forme, e a difesa della SGA (Scienza Generalmente Accettata), vista come un’ortodossia. Il problema e' che sta cercando di far passare il messaggio – che io trovo pericolosissimo – che le ricerche di base sono sostanzialmente inutili e che, piu' in generale, le ricerche (anche dei singoli ricercatori privi di finanziamento) sono da tollerare solamente quando sono in linea con l’ortodossia.

Comment by RemoF on 2015-03-28 01:25:38 +0000

Bel post.

Keep it up!

RF

Comment by Andrea on 2015-03-28 07:25:21 +0000

Hornbeck ha centrato il punto.
La comunità scientifica non può e non deve reagire su casi singoli, al contrario deve salvaguardare la libertà di ricerca.

C’è una differenza sostanziale fra ambiente di lavoro e un blog su internet, non credo che la scienza in questo sia speciale. Se al bar con gli amici posso lamentarmi di un collega difficile, sul posto di lavoro non posso certo insultarlo o licenziarlo.

Inoltre le affermazioni scientifiche vanno fatte con grado di rigorosità diverso fra colleghi in articoli e su forum, e se è facile e possibile dismettere stronzate per tali informalmente, farlo formalmente, cosa necessaria se si vuole farlo scientificamente, può essere molto più dispendioso.

Il “debunking” è un ruolo dello scienziato solo in alcuni casi, la “fortuna” è che le pubblicazioni rimagnono di qualità trascurabile e quindi è difficile attirare veri fondi per quella parte di comunità. (in questo stesso articolo linko questo altro blogpost, forse più in tema con questa discussione: http://www.phme.it/blog/2013/08/21/il-metodo-scientifico-comunita-e-autorita/) Specialmente dal punto di vista sperimentale è davvero ingenuo (alla enzopennetta infatti) pensare che ci possa essere una verifica independente per ogni esperimento.

Se Carpinteri rileva neutroni rompendo il granito, il singolo scienziato stabilirà se crederci o meno, è un processo della comunità scientifica. Solo raramente, e sicuramente non per casi simili, vale la pena investire risorse e soprattutto personale per eseguire una seconda verifica indipendente.

In soldoni: perchè io, che sto facendo cose mie interessanti, dovrei sprecare del tempo a dimostrare se Carpinteri, che già gode di pochissimo credito, non sa fare gli esperimenti? E perchè l’ente dovrebbe raddoppiare i fondi e lasciarmi acquistare un altro rivelatore di neutroni e blocco di granito e affini? Per poi avere un’altra pubblicazione di livello mediocre, assolutamente comunque contestabile (è lui a non saper fare gli esperimenti, o io?) e non per nulla conclusiva (getta discredito al massimo su Carpinteri, ma non su Arata o altri).

E un discorso simile può essere fatto dal punto di vista teorico, io posso sprecare il tempo a scrivere del perchè la teoria tal dei tali è una cavolata immonda non consistente con le altre teorie, ciò non toglie che il processo possa avvenire comunque dato che le altre teorie per quanto non siano sbagliate, sono, come dice questo post, efficaci quindi non possono essere ben applicate al di fuori del loro regime.

Infatti ho provato a pensare come scrivere qualcosa, e si andava dalle ovvietà sugli ordini di grandezza diversi e ciò che già conosciamo delle reazioni piezonucleari che sono bread and butter, nelle Stelle di neutroni (e un articolo simile a quello molto carino postato dall’oca: http://w3.pppl.gov/~fisch/fischpapers/Son_Chain_react.pdf ), a un articolo più di fenomenologia su come l’utilizzo ad minchiam della massa efficace sia pericoloso e infantile e fuori dal regime di applicabilità.

Ma ho optato per non sprecare tempo, in fondo non credo che da quella comunità le critiche vengano recepite, e sostanzialmente ne sono circa consapevoli di non avere alcuna base teorica (grosso motivo per cui non hanno alcun credito presso la comunità scientifica più in generale) e credo che ogni commento venga poi usato contro il pofferente.

Dimostrare la non-esistenza di qualcosa è impossibile, ergo si avrà sempre la mano perdente nei confronti di falsi claim. Oltre al fatto che è controproducente “abbassarsi di livello”, come Oscar Wilde e Mark Twain han ben esemplificato…

Alcuni claim sono vere bufale che vanno combattute in sedi opportune, tendenzialmente giuridiche.
Altri claim sono genuini tentativi di ricerca contro i quali non devono esserci grossi passi, solo un coerente movimento collettivo per decidere quanto peso dargli e quanto mature siano.

Comment by Andrea on 2015-03-28 07:26:04 +0000

Grazie mille!
Visita di quando in quando

Comment by FermiGas on 2015-03-28 19:12:36 +0000

@ Andrea

Sempre sulla scia di
« esistono casi in cui il decadimento nucleare è più probabile rispetto al decadimento nucleare nel vuoto »

da Franchini avevi scritto che
« Il decadimento il resto della materia non lo vede neanche, potrebbe avvenire nel vuoto piu’ totale per quanto concerne al nucleo e in un sistema scevro di elettroni, non cambierebbe nulla, e non ci sarebbe calore sprigionato e avverrebbe con gli stessi identici tempi di dimezzamento.
[…]
Sia all’interno di una camera sperimentale, dove i prodotti di decadimento viaggiano per millisecondi e piu’ prima di incontrare un rivelatore, sia circondati da materiale densissimo i tempi di decadimento sono esattamente gli stessi, perche’ il nucleo e’ cosi’ piccolo che il resto della materia non lo vede proprio… »

Per coerenza, ti riporto il mio commento fatto là
« È vero nella materia “ordinaria”, altrimenti non si spiegherebbe l’esistenza delle stelle di neutroni.
Poi c’è anche da dire che in un sistema scevro di elettroni in realtà s’inibiscono i decadimenti per cattura elettronica o per conversione interna; oppure si può favorire il decadimento β- a stato legato. »

Ciao e complimenti!

Comment by Andrea on 2015-03-29 00:03:18 +0000

Ciao FermiGas benvenuto a te,
appunto “di là” era alla materia “ordinaria” che mi riferivo (in paragone con sistemi di vuoto ultraspinto), dato che il discorso verteva su termodinamica, entropia e affini, non sulle reazioni piconucleari o di modifiche termodinamiche in condizioni di temperatura e pressione tutt’altro che “fredde”.

Per commenti, scrivimi ad andrea (punto) idini (at) gmail (punto) com. Static web, no cookies collected.