Back

Il weekend delle indignazioni

ID-100236194
da freedigitalphotos.net

In uno scenario ricco di avvenimenti degni di suscitare indignazione e preoccupazione, quello che maggiormente richiama l’attenzione del pubblico è senza dubbio il ‘biscottone Jorge-Marquez-Pedrosa’.

MotoGp, Valencia: Rossi quarto, nonostante la rimonta record, ma Lorenzo vince ed è campione del mondo; secondo posto di Marquez e terzo di Pedrosa. Finale imprevisto di un mondiale contestato e maldigerito.

Onde di polemiche hanno (e stanno tuttoggi) arricchendo le bacheche dei social media e occupando il podio dei “Più letti” articoli, delle edizioni online, di testate nazionali e mondiali. Tuttavia, sembra che biscottoni ben più preoccupanti non attirino l’indignazione e la preoccupazione di tutti quelli che arricchiscono i loro profili con #iostoconVale.

Difatti, il triangolo politico (non sportivo) nato fra Silvio-Giorgia-Matteo (Berlusconi, Meloni, Salvini) sembra lasciare molti indifferenti. Poco importa se la combo letale unisce profili ‘estremisti’ (o totalmente demenziali, dipende sempre dai punti di vista) a quello old-but-gold di un vecchio e incriminato politico patinato.

Ma è chiaro, gli italiani dimenticano in fretta. Matteo Salvini, capo Lega Nord, ha probabilmente scordato di quando nel 2013 scrisse:

“Berlusconi CONDANNATO  a 4 anni. Adesso sono curioso di sentire come faranno i kompagni del PD, sia in parlamento che su Facebook, a giustificare il fatto che sono al governo con un condannato…”

E dicci, caro Matteo, tu come pensi di giustificare lo stesso gesto? Probabilmente, con qualche inno razzista contro i migliaia di migranti che ogni giorno invadono il suolo italiano, portando violenza e distruzione in mezzo alla nostra popolazione per bene?

Forse i populisti connazionali non sanno che l’Europa sta attraversando la più grande crisi in termini di rifugiati, dopo la fine della seconda guerra mondiale, e la Germania è la nazione UE che sta accogliendo il maggior numero di richiedenti asilo. Dall’inizio dell’anno, lo stato tedesco ha ricevuto 362,153 domande di asilo, di cui 103, 708 da parte dei rifugiati siriani. Da quest’ultimi, l’Italia ha raccolto 195 richieste, classificandosi diciottesima nell’Unione Europea.

Oggi è Angela Merkel, cancelliere tedesco, a dimostrare che è possibile abbattere i muri del ventiduesimo secolo, rimanendo ferma nella sua idea di accogliere rifugiati in Germania e mantenendo intatta la sua “Politica di Benvenuto”.

Wir schaffen das – “We will cope.” Otherwise, she argued, it would “not be my country”.

Una politica che accoglie i centinaia di migliaia di rifugiati che fuggono guerre e abbandonano la loro patria per imbarcarsi in pericolosi e spesso fatali viaggi. Non dimentichiamo che oggi, ventisei anni fa, cadeva il muro di Berlino e iniziava la fine di un’epoca, quella del mondo diviso in due blocchi.

Degne di nota sarebbero anche le elezioni di Myanmar. Il paese sembra pronto a cambiare volto e si prepara per assumere quello del Premio Nobel per la Pace, San Suu Kyi, a capo della Lega nazionale per la Democrazia. Una ventata di libertà comincia a farsi sentire in un paese occupato dai coloni inglesi fino al 1948 e in cui alla giunta militare è riservato i 25% dei seggi.

E questi sono solo alcuni degli avvenimenti memorabili in questo nuovo inizio settimana. Importanti da ricordare e capaci di suscitare indignazione. Ma in un paese capace di sentirsi unito solo quando si tratta di sport, sembra normale che ci si rattristi per il “biscotto” che avrebbe impedito al Valentino nazionale di vincere il decimo MotoGp.

Ma è forse giusto far notare, a tutti i nostri patriottici tifosi, che il soprannominato ‘Dottore’ (il quale di vero dottore in Italia ha ben poco, dai sudati anni di studio, al reale e misero conto in banca) ha preferito spostare la sua residenza in Inghilterra per eludere a suo modo il fisco italiano.

Non dimentichiamo, infatti, che nel biennio 2007-2008 Valentino Rossi ha sigillato un accordo con il fisco italiano per un totale di 35 milioni di euro, per le imposte non pagate fra il 2001 e il 2006. Ricordo il fatto giusto per far notare ai grandi tifosi del paladino nazionale che, forse, Rossi non si sentiva poi così tanto italiano quando si impegnava a trovare modi per aggirare il sistema fiscale.

Comments

Comment by Andrea Idini on 2015-11-09 21:52:27 +0000

Tra l’altro giusto per alimentare la polemica i tempi di gara:

2015

  1. Jorge Lorenzo ESP Movistar Yamaha MotoGP (YZR-M1) 45m 59.364s
    2014
  2. Marc Marquez ESP Repsol Honda Team (RC213V) 46m 39.627s

Mangiandosi un secondo e mezzo a giro rispetto all’anno scorso…

Non è che se la siano presa comoda e polleggiata. Se si pretendevano sorpassi azzardati e sportellate col rischio di cadere entrambi, affinché trionfi la sportività, quanti biscotti ci siam mangiati…

Per commenti, scrivimi ad andrea (punto) idini (at) gmail (punto) com. Static web, no cookies collected.