Si è chiamati ad una scelta. Sia il prossimo mese o il prossimo anno o quello dopo al popolo italiano verrà chiesto se vorrà o meno le centrali nucleari sul territorio. La scelta, per essere fatta consapevolmente, deve essere una valutazione accurata dei pro e contro a breve, medio e lungo termine che tale scelta comporta (difatti lo stesso termine scegliere deriva da ex-legere: ovvero leggere diviso, una cosa per volta, valutando opportunamente).
Negli ultimi tempi il teatrino mediatico/politico ha imbastito discussioni per (dis)informare, in cui raramente si è messa sul piatto della competenza tecnica che fornisse davvero gli elementi per decidere autonomamente e quanto più possibile consapevolmente di questo specifico argomento, quanto piuttosto gli esperti piccoli piccoli, asserviti a priori alle idee di qualche parte politica, urlavano la loro parte di verità. A molti sono rimasti dubbi e incertezze: questo tipo di discussioni ha il vizio di non basare la conoscenza su solidi e assodati presupposti scientifici per poi affrontare adeguatamente armati il campo delle opinioni personali, al contrario fonda il suo essere sulle opinioni personali, ignorando completamente la base scientifica e tecnologica.
Lo scopo di questa lista di Frequently Asked Questions è porre rimedio, affrontando le tematiche riguardanti dall’energia nucleare da un punto di vista il più possibile tecnico, ma al contempo comprensibile, in modo che autonomamente si possa costruire una opinione ragionata consapevole. Le domande sono per quanto possibile trattate in modo obiettivo e senza considerazioni personali di alcun genere, con fonti si potranno leggere ed esaminare affinchè il lettore approfondisca e verifichi l’argomentazione della risposta. Solitamente le risposte sono suddivise in una trattazione più estesa e una sintetizzazione estrema, in modo da poter approfondire maggiormente le voci che interessano senza trascurare completamente le altre.
Lo scritto è ora alla prima versione, e comprende solo una parte, quella ritenuta più fondamentale e di interesse comune, del totale scritto da Enrico D’Urso e me (Andrea Idini) nel corso dell’ultimo anno. Sarà auspicabile una estensione comprendendo le domande ora omesse in una forma adeguatamente organizzata (a tal fine particolarmente utile sarebbe un esperto che si occupi dell’aspetto tecnico), ma soprattutto un vostro contributo per perfezionarla con le vostre domande, osservazioni e conoscenze, contribuendo via mail o tramite ph.forum.
Buona Informazione
Andrea Prosegui la lettura…

Il Gatto di Schroedinger è Vivo o Morto?
Nella cultura degli appassionati di scienza (ma anche degli addetti del mestiere, a volte) vi è la tendenza a considerare il mondo quantistico ed il mondo classico come due inconciliabili aspetti della realtà che seguono regole diverse e, a volte, comunicano in modo nebuloso. Illustre esempio è il celebre paradosso del gatto di Schroedinger: in una scatola sono presenti un gatto e del veleno in grado di ucciderlo, che viene rilasciato quando un rilevatore viene messo in funzione da un evento quantistico (un decadimento radioattivo, ad esempio). Secondo la più elementare comprensione della meccanica quantistica, lo stato quantistico rimane indeterminato fino ad averlo misurato, agendo su di esso osservandolo. Quindi il gatto, direttamente collegato al mondo quantistico tramite il veleno, rimarrà in uno stato indeterminato finchè non si apre la scatola e si osserva per accertarsi se sia vivo oppure morto.
Questa paradossale situazione, in cui uno stato classico si comporta come uno quantistico viene spesso citato per parlare di questi due mondi così diversi. Tuttavia, come disse Stephen Hawking a proposito: “Quando si parla di Gatto di Schroedinger, metto mano alla pistola”, perchè sebbene concettualmente affascinante questo classico esempio è fuorviante in quanto alimenta la dicotomia di due mondi inconciliabilmente diversi. Prosegui la lettura…

Centro di Calcolo Tier-1 della rete GRID presso i laboratori TRIUMF a Vancouver
Pochi giorni fa, la Cina con il suo supercomputer Thiane-1, sfruttando la potenza di calcolo delle schede grafiche Nvidia, ha superato il rivale americano Jaguar aggiudicandosi la palma di computer più potente del mondo.
La potenza di calcolo è l’ingrediente fondamentale nelle simulazioni scientifiche che a loro volta sono l’ingrediente fondamentale per il progresso tecnologico dei beni ad elevatissima tecnologia. Computer più potenti permettono di elaborare più rapidamente i dati dei costosissimi esperimenti di Fisica delle particelle, così come ottimizzare l’assetto aereodinamico di un’aeroplano o ricercare nuovi farmaci antivirali, le grandi reti di calcolo garantiscono un non trascurabile vantaggio tecnologico ad ampio spettro a fronte di spese relativamente contenute. Prosegui la lettura…

Per quanto strana possa sembrare, questa è la forma del lancio di due monete nel mondo quantistico (bosonico)
E’ ormai senso comune che il mondo quantistico funzioni su basi statistiche; dall’esempio del famoso gatto di Shroedinger anche i non addetti ai lavori hanno imparato ad interpretare i fenomeni quantistici come possibilità di fenomeni che vengono espletate solo con l’atto della misurazione, quindi col contatto fra il mondo classico ed il mondo quantistico.
Ma questo non a tutti chiarifica la vera differenza fra il mondo classico ed il mondo quantistico, un gatto classico ed un gatto quantistico, nella della scatola, avrebbero entrambi macroscopicamente la stessa probabilità e quindi dove sta la differenza? Solo nell’ignoranza fino all’osservazione della variabile?
Un fenomeno alternativo per figurarsi la differenza fra il mondo classico e quantistico è considerare come alcuni fenomeni siano sostanzialmente differenti nel mondo classico e nel mondo quantistico e restituiscano risultati diversi. Esistono tanti esempi di questo tipo (fenomeno delle due fenditure, esperimento Stern-Gerlach…etc…), ma una caratteristica sottovalutata dai divulgatori del mondo quantistico è il comportamento statistico che deriva dalla natura identica delle particelle.
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da wikipedia
Che differenza c’è tra un essere umano e un normale Personal Computer?
Forse poca. O almeno così pensano i numerosi scienziati dietro i progetti di ricerca sullo sviluppo di una vera e propria Intelligenza Artificiale all’altezza dei suoi creatori – nonché, ovviamente, coloro che sono disposti a conceder loro copiosi finanziamenti.
Blade Runner, i racconti di Asimov, A.I di Spielberg, e persino serie tv ( pensiamo a Battlestar Galactica) : l’idea della macchina pensante ha colonizzato l’immaginario dell’uomo del secondo Novecento e dell’inizio del nuovo millennio; tanto da rendere facilmente accettabile per l’uomo comune l’idea che essa possa effettivamente “venire alla luce” in tempi relativamente brevi.
Ma siamo sicuri che tanto ottimismo sia giustificato dallo stato dei fatti?
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