Scapigliamoci!
Anche se non sono sicuramente la persona più qualificata per parlare di Arte e della sua Storia, anzi personalmente mi ritengo un cronico ignorante sull’argomento, vedrò di nonprendermi troppo sul serio e parlare delle mie impressioni anche dal basso della mia ignoranza (a questo servono i blog, giusto?).
Mi permetto quindi, in seguito alla mostra di Milano Scapigliatura, un ‘pandemonio’ per cambiare l’arte, di scrivere un paio di riflessioni.
La Scapigliatura (com’è possibile leggere estensivamente su qualsiasi enciclopedia o libro di storia dell’arte) è un movimento artistico sviluppatosi nell’area milanese nella seconda metà dell’ottocento con lo scopo di ribellarsi ai canoni accademici e culturali del loro secolo, come magistralmente delineato da Arrighi:
Questa casta o classe – che sarà meglio detto- vero pandemonio del secolo, personificazione della storditaggine e della follia, serbatoio del disordine, dello spirito d’indipendenza e di opposizione agli ordini stabiliti, questa classe, ripeto, che a Milano ha più che altrove una ragione e una scusa di esistere, io, con una bella e pretta parola italiana, l’ho battezzata appunto: la Scapigliatura Milanese”
- Cletto Arrighi, Introduzione, La Scapigliatura e il 6 febbraio -
