Al di sopra delle novità presentate al photokina 2010 risiede una nuova classe di fotocamere, chiamate le plenottiche. Grazie a un trattamento dell’immagine di tipo olografico (su ph.forum la spiegazione del termine) con un singolo scatto queste fotocamere riescono ad immagazzinare un’informazione tridimensionale accurata, che, oltre a generare immagini stereoscopiche permette, fra le altre cose, di cambiare inquadratura, prospettiva, fuoco. Prosegui la lettura…

WYSIWYM e WYSIWYG di un editor testuale
Dalla nascita delle macchine fotografiche a lenti intercambibili a mirino elettronico (EVIL, dall’acronimo in inglese), ampie disquisizioni sono state fatte sulla raison d’etre di tale strumento, che hanno ripreso verve con l’uscita dell nuove Sony SLT e la ventilazione dell’ipotesi di una futura professionale SLT. C’è chi afferma che il mirino elettronico (EVF) è tecnologicamente insufficiente per un uso confortevole, chi sostiene la sua perfetta funzione nel visualizzare la foto già interpretata dal sensore e via dicendo fino alle posizioni estreme: “L’EVF non serve a nulla” “Il mirino elettronico sostituirà a breve quello ottico”.
In realtà non ci troviamo semplicemente di fronte ad una questione di tipo tecnologico che può essere scavalcata con la prossima generazione di display in tutto e per tutto superiori oppure di tipo qualitativo “Un EVF è meglio di un pentaspecchio ma peggio di un pentaprisma”, ma ben più radicata.
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Gnam!
Mi scuso per la prolungata assenza: sono state, e saranno, settimane molto intense. E’ il periodo delle conferenze e ho molte lezioni su cui meditare, nozioni da studiare, persone da contattare e discorsi da preparare. Sono giusto tornato da un bellissimo workshop sulla superfluidità a Parigi (di cui magari vi racconterò qualcosa di più scientifico) e a seguito dei miei vagabondaggi per la Ville Lumiere ho ponderato alcune considerazioni a proposito dell’annosa questione compatte e reflex e deciso di raccoglierle in una piccola serie di articoli (un solo articolo sarebbe troppo lungo).
Passeggiando per Parigi ho osservato un quantitativo imbarazzante di turisti, corredati da un quantiativo altrettanto imbarazzante di macchine Reflex. Osservando queste mandrie barbariche dalla tranquillità di una panchina o l’ispirazione di un Cafè si possono imparare più cose che con indagini di mercato e corsi di marketing. Prosegui la lettura…
Una delle macrodistinzioni possibili nel mondo dell’attrezzatura fotografica è fra macchine che hanno una lente non intercambiabile e macchine che invece sono parte di un “sistema”, ovvero sono dotate di un parco ottiche intercambiabili e accessori dedicati. Come spesso accade gruppi particolarmente rappresentativi vengono identificati nell’immaginario collettivo con le categorie più ampie, e quindi le macchine fotografiche senza ottiche intercambiabili vengono chiamate “Compatte” (pur essendo spesso ingombranti) e quelle facente parte di un sistema “Reflex”. Prosegui la lettura…