
In bilico tra esistenzialismo e strutturalismo
Provando a pensare alle rivoluzioni che hanno caratterizzato il nostro mondo, dalle guerre a internet, viene naturale chiedersi dove si colloca l’uomo, ovvero quale ruolo ricopre l’individuo nella storia, se e come la sua azione influisce sugli eventi e viceversa.
La “Critica della ragione dialettica”, scritta nel 1960 da Jean Paul Sartre, cerca di rispondere alla domanda. In 800 pagine vengono studiati i rapporti tra dialettica (l’arte del dialogare usata come strumento che indaga la verità) e ragione, tra esistenzialismo e marxismo. Con esistenzialismo intendiamo quel complesso di indirizzi filosofici contemporanei che affermano il primato dell’esistenza sull’essenza, cioè su ciò che c’è al di sopra di ciò che è, e hanno per oggetto l’analisi dell’esistenza stessa intesa come categoria comprensiva di tutte le cose che sono al mondo. Mentre con marxismo indichiamo una teoria politica e sociale basata sul pensiero attribuito a Karl Marx, filosofo tedesco del XIX secolo, è fondamento del materialismo storico e del comunismo. Nato come conseguenza dello stretto rapporto a cui assiste il decennio tra i due pensieri filosofici, in cui il singolo si riappropria del ruolo centrale (antropocentrismo), lo scritto di Sartre ebbe risonanza anche in Italia. Si creò infatti un ponte tra Parigi e Milano, che vedeva come maggior rappresentate dell’esistenzialismo Enzo Paci.
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Pescatore - Porto Cesareo (LE)
Tragedy of the Commons è il titolo di un articolo pubblicato su Science del 1968. Esso descrive come il “problema della popolazione (e delle sue risorse ndR) non può essere risolto in modo tecnico nè più nè meno di come non sia possibile vincere una partita di tris”. Tendenzialmente la condivisione di un bene fra diverse entità che lo sfruttano determina la sua inesorabile, senza rimorso, tragedia.
Fondamentalmente la questione è semplice: immaginate un lago con dei pesci ed un piccolo villaggio di pescatori. Un tempo l’attività di pesca era in quantità tale da non minacciare la fauna locale ma con l’aumentare delle tecnologie e quindi del pescato il lago si stava spopolando. I pescatori del lago fondano un consorzio in cui si dividono le spese di depurazione, di eventuale ripopolazione…etc… del lago, lasciando quindi libero lo sfruttamento dello stesso.
Ogni pescatore quindi sa che per ogni pesce che pescherà oltre al limite di sostentamento del lago poi la collettività dovrà pagarne le spese, ma il vantaggio che ricaverà vendendo il pesce sarà individuale. E quindi singolarmente ha un vantaggio a pescare senza tregua più pesci possibili nonostante si sia istituito un consorzio per garantire la sanità dell’ambiente lacustre. Prosegui la lettura…
Inauguriamo anche la sezione Ph.ysics con un argomento che mi sta molto a cuore: le meccaniche sociali della Scienza.
Sì, perchè la scienza è innanzitutto voglia di conoscere ed estetica che determinano cultura, è formata dalla tecnica e sfocia nella tecnologia, tuttavia c’è un’altra componente ignota ai più: la scienza è, addirittura a monte di tutto questo, la comunità che la compone.
Le meccaniche che determinano la scienza come bene culturale e che ne garantiscono l’efficacia tecnologica sono innanzitutto sociali essendo tali tematiche a decidere, a monte, in cosa investire denaro ed energie.
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