
Le nuove 3D-Camera di Sony dietro cui titaneggia il grosso stand Canon, l'altra faccia della fiera.
Si è conclusa settimana scorsa la fiera della National Association of Broadcasters a Las Vegas, ma per colpa del famoso Vulcano Islandese che sta gettando nel panico gli aeroporti di tutta europa ho potuto recuperare caricabatterie (e foto) soltanto l’altro ieri, quando sono tornate le valige.
La rivoluzione principale introdotta quest’anno su cui si è fatto perno per impostare la fiera è indubbiamente il 3D, galvanizzato dall’Avatar di Cameron, e spinto dai grossi produttori di televisori (Sony e Panasonic) al fine di reinterpretarlo nella sua futura diffusione casalinga. L’altra faccia della fiera, la novità che può spiazzare chi non è a conoscenza di alcune peculiarità tecniche, sono le reflex che fanno filmati: cine-reflex contraendo. Prosegui la lettura…

I raggi perifici viaggiano più a lungo attraverso l'aria ma vengono rallentati meno attraversando un minor spessore di vetro. I raggi più centrali coprono minori distanze ma rallentano per uno spessore maggiore.
Un strumento molto potente da maneggiare per carpire i segreti dell’ottica è il concetto di Cammino Ottico.
Anzichè limitarci all’ottica geometrica, rappresentando la luce con raggi (o fotoni) che vengono rifratti (o deflessi) e riflessi a contatto con mezzi ottici, consideriamo la sua natura ondulatoria (tenendo presente la dualità della natura onda-particella della luce).
Cosa porta delle onde a focalizzarsi in un punto anzichè diffondersi uniformemente in tutte le direzioni come al solito? Immaginate di essere un surfista sulla cresta dell’onda che avanza longitudinalmente verso la spiaggia, se, mettiamo ipotesi, il fronte d’onda al vostro fianco andasse leggermente più lento rispetto dove cavalcate piano piano vedreste l’onda inclinarsi arrivando (e portandovi) di taglio sulla spiaggia.
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Analogamente a quanto accade per la Luce, anche le onde piane del mare subiscono diffrazione all'attraversamento di una strozzatura.
Spesso nel parlare di alta densità di pixel si innescano presso gli appassionati disquisizioni sul “limite diffrattivo” al fine di motivare dubbi sull’aumento indiscriminato di Megapixel. Il discorso si fa ciclico alle presentazioni di nuovi modelli che incrementano la densità del sensore e la 550D, dall’alto dei suoi 18MP distribuiti su un sensore APS-C, non ha fatto eccezione. In questa pagina voglio spiegare come, almeno da questo punto di vista, il problema non sussista.
Innanzitutto chiariamo cosa sia: il fenomeno della diffrazione consiste in una dispersione di un’onda che avviene quando essa attraversa un’ostacolo, come una strozzatura o un cambio di materiale. Ad esempio l’arcobaleno è dovuto raggi solari che vengono deflessi a causa delle gocce d’acqua piovana a diversi angoli a seconda della lunghezza d’onda, formando la familiare sequenza di colori, e per lo stesso si osserva l’arcobaleno che riflettono i CD se messi in controluce. Non solo la luce subisce questo effetto, qualsiasi onda comprese le onde del mare o quelle sonore. Prosegui la lettura…

Interno dell'acceleratore lineare del GSI
Sto notando che, sebbene ci sia entusiasmo per le vicissitudini di LHC e di altre macchine simili, molti non hanno una vera percezione del perchè agli scienziati servano questi oggettini grossi, costosi e fichissimi. Questo porta nel migliore dei casi a un laissez faire “sapranno cosa fanno” , nel peggiore a una immotivata ostilità nei confronti della “Big Science”.
La situazione è questa: il nucleo atomico è un oggetto piccolo. 10 mila volte più piccolo degli atomi, che sono le dimensioni a cui può sondare la luce e quindi i mezzi “standard” di cui possiamo dotarci per investigare in modo diretto. Cercare di capire la natura del nucleo atomico e dei suoi componenti quindi è come cercare di capire il funzionamento di una automobile, senza però potersi avvicinare più di 200m. Prosegui la lettura…

Fotografia e scansione a onde millimetriche di un manichino
Il rischio terrorismo ha costretto la società occidentale a rivalutare le misure di sicurezza in luoghi sensibili, aereoporti in primis. A seguito di ogni nuovo attacco o minaccia si sono istituiti nuovi controlli in modo di assottigliare il rischio. Successivamente a un recente attacco fortunatamente sventato da parte di un terrorista nigeriano, dotato di esplosivo cucito nelle mutande, si è ventilata l’ipotesi di ricorrere all’utilizzo dei cosiddetti “Body Scanner”.
Innanzitutto è necessario fare una premessa: mentre i media parlano indiscriminatamente di “Body Scanner” ne esistono invece di diversi tipi, sostanzialmente divisi in due categorie, a seconda dello strumento di indagine che utilizzano per “mettere a nudo” i passeggeri.
1- Scanner ad onde T o millimetriche.
2- Scanner a raggi X di backscattering (rinculo).
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